Custode di antichi borghi, di affascinanti castelli, di un tratto costiero di suggestiva bellezza, di città d'arte, di sconfinati parchi naturali e di montagne incontaminate, l'Abruzzo esprime la sua molteplicità territoriale e naturalistica attraverso una gastronomia che si rivela altrettanto ricca e varia. Ed è proprio in occasione del Natale che arrivano sulla tavola degli Abruzzesi i prodotti di un territorio che vanta una cultura agro-pastorale millenaria: con la garanzia della genuinità e della varietà delle materie prime, la cucina regionale per i giorni di festa offre piatti gustosi che riassumono le tradizioni pastorali dell'entroterra e quelle marinare della zona costiera.
I piatti tipici, cucinati nel rispetto delle ricette originarie tramandate di generazione in generazione, offrono l'opportunità di gustare sapori antichi di sontuosa semplicità. Il protagonista del cenone del 24 dicembre è il pesce, in modo particolare il baccalà, proposto in un'infinità di varianti: al forno con le patate, al pomodoro con peperoni ed olive, fritto in pastella alle uova o allo zafferano o ancora lesso in insalata. Ad esso si affiancano la rana pescatrice, il capitone cotto al forno con una salsa aromatizzata all'alloro e totani e calamari in insalata con cipolla, carote, prezzemolo, sedano, patate lesse ed olive. Costituiscono inoltre un piatto tipico della tradizione marinara abruzzese le alici sperone. La ricetta di questo tipo di pesce, il cui nome deriva dal fatto di essere pescato in prossimità delle coste, prevede la frittura in una pastella di uova e farina e successivo bagno in aceto per concludere con una spolverata di aglio e prezzemolo. Nelle zone montane, soprattutto nell'aquilano, la tradizione impone di portare in tavola le sette minestre, vale a dire lenticchie, cavoli fritti, ceci, riso in bianco, pasta con il tonno, capitone e baccalà.
Un pasto così ricco non può non prevedere un buon bicchiere di vino bianco DOC come il Trebbiano d'Abruzzo, la cui produzione è consentita nelle provincie di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo, o il Controguerra, della zona di Teramo.
Il pranzo del giorno di Natale non è da meno. Tra i primi piatti, predominano le scrippelle 'mbusse e la lasagna abruzzese. Le prime sono delle sottili frittatine che vengono preparate amalgamando farina, uova ed acqua e portate in tavola arrotolate e bagnate con brodo di carne di manzo e di tacchino. La lasagna abruzzese, detta anche timballo, è una vera golosità fatta di vari strati di crespelle intervallati da un condimento di ragù, pezzetti di scamorza e di uova sode tritate grossolanamente. Altre portate che sovente rendono più completo il pranzo natalizio sono la zuppa di castagne e ceci, la minestra di cardi e il rintrocilo, una lunga pasta all'uovo condita con un sugo di castrato di montagna e maiale e con passata di pomodoro. Giungendo ai secondi, l'indiscussa protagonista è la carne, preferibilmente accompagnata da un piatto di fumanti patate al forno. Tra i piatti che richiamano la tradizione pastorale e le proposte più innovative, c'è solo l'imbarazzo della scelta: l'arista alle prugne, il rollè farcito, l'arrosto misto, il tacchino alla canzanese, servito con la sua preziosa gelatina, e l'agnello al cotturo cucinato a fuoco lento con olio, sale, pepe, salvia, prezzemolo, lardo e cipolla.
Anche in questo caso abbiamo diversi vini rossi abruzzesi DOC tra cui scegliere per accompagnare il pasto: dal Pinot Nero al Cerasuolo senza dimenticare il noto Montepulciano d'Abruzzo, giusto per citarne alcuni.
E, infine, i dessert, la vivida testimonianza dell'arte dolciaria abruzzese. Durante le feste natalizie tra i protagonisti vi sono sicuramente il parrozzo e i calcionetti. Citato da D'Annunzio che nei suoi versi ne esaltò la bontà, il parrozzo è un impasto di farina di granoturco e di mandorle, cotto in un particolare stampo dalla forma semisferica e ricoperto da finissimo cioccolato fondente. Sfiziosi dolcetti che richiamano nella forma un raviolo, i calcionetti sono davvero irresistibili: il merito è di una pasta friabile e di un ripieno di morbido impasto di marroni arricchito con cannella, miele, frutta secca e cioccolato. A dire il vero ogni provincia (anzi, ogni comunità locale, persino le più piccole) ha i suoi dolci natalizi, tra di essi meritano senza dubbio un assaggio i ceci ripieni, i mostaccioli, i taralli di marmellata, le ferratelle, il torrone al cioccolato e gli scarponi.
Insomma, il menu di Natale è un autentico tripudio di sapori e colori, in cui gusto, qualità e tradizione si amalgamano armoniosamente.